© 2019 by MICHELE MATTIA PSICHIATRA PSICOTERAPEUTA FMH.

Il Disturbo postraumatico da stress (PTSD) insorge dopo un episodio terrificante.

Per esempio un incidente, o un delitto, in cui la persona si è trovata implicata, o magari vittima, e in cui ha subito danni fisici, o dove altri hanno subito danni fisici rilevanti.

 

Le altre persone implicate sono spesso familiari, amici, compagni d’arme, ma anche sconosciuti.

Oggi lo osserviamo anche in seguito a rapimenti, ad attacchi con bombe, di natura militare o terroristica, a rapine, a stupri, a torture. Entrano in linea di conto anche le catastrofi naturali: uragani, maremoti, terremoti, valanghe, alluvioni, e incidenti del traffico (automobilistico, ferroviario, aereo). 

Non tutte le persone traumatizzate sviluppano un PTSD.

Di solito, questa sindrome comincia circa tre mesi dall’evento. Raramente inizia anche anni dopo. 

Il PTSD può insorgere lentamente e insidiosamente.

Lo notano le persone vicine: il soggetto diventa distante, poco recettivo alle emozioni di chi vive con lui. Notano una progressiva perdita degli interessi rispetto a quanto in precedenza piaceva loro. Diventano più poveri nell’esprimere affezione, irritabili, più aggressivi, e a volte anche violenti. Evitano sistematicamente le situazioni in cui potrebbero essere confrontati con la situazione traumatica, e l’anniversario dell’avvenimento rappresenta un grosso problema. 

La maggior parte delle persone che soffrono di PTSD rivive ripetutamente il trauma subito, durante la giornata.